Gran Bazar

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Politiche

tribuna-politica-anni-80Da qualche anno il mio lavoro mi ha portato sempre di più ad avere contatti con il mondo della politica, di tutti i colori e di tutti i generi. Al contrario di quello che mi sarei aspettato e al sentimento comune, ho sempre trovato gente preparata o quantomeno motivata e convinta di lavorare per un costruttivo cambiamento. Oggi l’obbiettivo di chiunque incontro è il lavoro: realizzare, promuovere, finanziare progetti che producano lavoro in tempi brevi. Ed è forse in questa connotazione temporale che la politica, e più in generale la società, si stano tradendo. Brexit, il populismo, la xenofobia, il qualunquismo, il fare di tutta l’erba un “fascio” a cui l’informazione presta troppo facilmente fianco, e soprattutto la dittatura della maggioranza, presentata come Democrazia, ci permettono sempre meno di costruire un futuro con una visione basata su una strategia culturale ed etica. Noi siamo fra le prime generazioni che non hanno visto guerre, che non hanno sofferto la fame, che hanno potuto sostituire i bisogni alle amenità e pure ci affanniamo più che nel passato a trovare delle soluzioni senza costruire e risolvere, dividendoci e combattendoci li dove possibile. Quello che sembra mancare sono in generale delle Politiche che, al di la di fondi e progetti, sappiano costruire dei sistemi e creino eccellenze, soprattutto tra le persone. Manca in un certo senso l’investimento culturale, sostituito sempre di più dal bisogno della soluzione nell’immediato, rendendo consumistico anche lo scopo stesso di vivere e pensare, dove le idee e le persone diventano parte di una macchina che macina consenso a tempi brevi ma che non sa costruire a tempi lunghi. In questo probabilmente i politici mancano di Politiche, ma loro non sono altro che l’immagine della società. Non mi stupisco quindi di Brexit, in cui gli anziani hanno deciso il futuro dei giovani, i cui si sono alzati confini e divisioni, in cui contadini e minatori hanno deciso di conservare i loro diritti. In fin dei conti questa scarsa lungimiranza e medievale ignoranza e’ la stessa con la quale ci confrontiamo tutti i giorni e che tanto critichiamo a cui solo delle Politiche lungimiranti possono rispondere.

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Il fascismo ha un futuro

il fascimo non ha futuro

Ho letto l’articolo di Pankaj Mishra (Internazionale 1157) e francamente non mi è piaciuto affatto il qualunquismo che esprime mettendo insieme xenofobia, totalitarismo e fascismo da destra a sinistra. I motivi e la storia che li hanno generati sono ben distinti e mi sembra superficiale una critica che faccia di tutta l’erba un “fascio”.

Pubblicato sull’internazionale numero 1159.

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Cosa e’ #WIRE16!

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Cultura

Screen Shot 2016-06-02 at 09.20.08Su EUROSTAT trovate la mappa degli occupati nel settore della cultura che mostra L’Italia accompagnata da molti altri paesi del sud d’europa con una bassa percentuale rispetto ai paesi del nord. Strano mondo quello dei dati, ti contraddicono sempre proprio li dove ti aspetteresti investimenti e valorizzazione…

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