Giornalismo Nucleare

La settima scorsa ho scritto all’internazionale per commentare l’articolo “E se fosse il nucleare la soluzione alla crisi climatica?”:

Screen Shot 2020-01-23 at 20.23.50in fisica poco conta se l’energia la si crea dall’atomo o dal carbone. Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma con una scarsa efficienza. Il resto sono “scorie” di cui talune impattano sul clima, altre sulla salute, tutte in generale sull’ambiente e l’ecosistema. Il contributo delle scorie per unita’ di energia cambia poco fra nucleo o carbone, alla fine il conto ambientale lo si deve pagare. Senza contare che il problema in questi termini e’ mal posto: siamo dei predatori anche di materie prime che generano lo stesso effetto dannoso sull’ambiente.
Quindi ben venga in futuro la soluzione nucleare, in particolare dei piccoli reattori, magari ancora piu’ piccoli di quelli descritti nell’articolo, pochi MW, da integrare realmente nelle reti di distribuzione locali. Questo e’ il vero punto: essere locali, con minore impatto possibile e ottimizzando l’utilizzo, cosa che non può avvenire con le grandi distribuzioni, le multinazionali e monopoli dell’energia sulle quali si basano il fossile e il nucleare di oggi.

e’ stato pubblicato cosi’:
In fisica poco conta se l’energia si crea dall’atomo o dal carbone. Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si tra- sforma. Le scorie possono avere effetti sul clima o sulla salute, e tutte, in generale, sull’ambiente. Il contributo delle scorie per unità di energia cambia poco tra nucleo o carbone, alla fine il conto ambientale si paga lo stesso. In questi termini il problema è mal posto. Quindi ben venga la soluzione nucleare, in particolare dei piccoli re- attori da integrare nelle reti di distribuzione locali. Questo è il vero punto: essere locali e avere il minore impatto possibile, cosa che non può avvenire con le grandi distribuzioni, le multinazionali e i monopoli dell’energia su cui si basano oggi il fossile e il nucleare.

capisco che fosse lungo, ma forse anche il senso e’ un po’ diverso…

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La mia razza si estingue – Incontro su ambiente e sostenibilità

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SABATO 𝟐5 𝐆𝐄𝐍𝐍𝐀𝐈𝐎 𝐎𝐑𝐄 𝟏𝟖:𝟎𝟎 – “𝐋𝐀 𝐌𝐈𝐀 𝐑𝐀𝐙𝐙𝐀 𝐒𝐈 𝐄𝐒𝐓𝐈𝐍𝐆𝐔𝐄” – 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐮 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞, 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐦𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢

Partendo da un verso di una canzone di Marracash (https://www.youtube.com/watch?v=93WUwrB9_fY) e angosciati da quanto sta accadendo in Australia, abbiamo pensato di organizzare un incontro per provare a rispondere ad alcune delle domande più urgenti del nostro tempo: cosa significa e che idea abbiamo della sostenibilità? il clima, l’ambiente sembrano andare di moda, ma quanto siamo realmente coscienti del problema e delle soluzioni?

▪️ Oggi il tema dell’ambiente sembra andare di moda, come fosse un vestito prêt-à-porter, preconfezionato e accessibile a tutti. Politici, giornalisti, giovani e bambini mostrano una nuova sensibilità rispetto al nostro pianeta: si schierano, scrivono libri, scendono in piazza, pretendono e applicano principi rispettosi dell’ambiente. Eppure nulla sembra realmente scalfire, al di là degli impegni del singolo, il nostro modo di produrre e consumare. Nemmeno l’approccio riformista dell’economia verde e dei nuovi accordi basati sui principi di mercato ci dimostrano una strada percorribile verso una transizione ecologica.
Il fallimento della COP25, era probabilmente scontato per chi ha capito che leggi di mercato e ambiente non possono andare d’accordo, ma allora cosa bisogna fare per invertire la rotta? I giovani “fridays” ed i bambini delle future generazioni cresciuti con la paura che la situazione diventi irreversibile, cosa pensano di questo ennesimo fallimento?

▪️ Ne parleremo con Lara Attiani, 16 anni, nata nel gruppo Giornalisti nell’Erba, co-fondatrice del gruppo @Fridays For Future Castelli Romani, la più giovane giornalista italiana presente alla COP25 e Giovanni Mazzitelli, ricercatore presso Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – INFN Frascati, divulgatore, impegnato da anni nel promuovere la comunicazione scientifica attraverso attività nelle scuole e grandi eventi per il largo pubblico.
Interverranno anche Giulia Apicella, 16 anni, studentessa e anche lei Giornalista Nell’Erba da oltre un decennio, co-fondatrice del gruppo FFF Castelli Romani, Giorgia Burzachechi, vicedirettore di Giornalisti Nell’Erba, giornalista, addetto stampa di ambito scientifico e responsabile di comunicazione di Frascati Scienza per cui ha curato il progetto BEES per la Notte Europea dei Ricercatori 2018/2019 e Riccardo Petrarolo, coordinatore nazionale di Potere al Popolo, presente alla COP25 e attualmente attivista per la riconversione della centrale TVN di Civitavecchia.

Ci vediamo Sabato 25 Gennaio alle 18:00 alla Casa del Popolo – Casal Bruciato.
A seguire aperitivo a sostegno della Casa del Popolo – Casal Bruciato!

#fridaysforfuture #climatecrisis #globalwarming
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La Casa del Popolo – Casal Bruciato nasce a Febbraio 2019 da un gruppo di #studenti, #lavoratori, #disoccupati per sottrarlo all’abbandono e per restituirlo alla città. E’ un luogo di #condivisione e #socialità ma anche uno spazio da cui far partire percorsi di #mobilitazione a partire dalle nostre concrete esigenze: dal #lavoro al #territorio, dalle #scuole alle #università, dalla #casa alla #sanità.

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝘂𝗻𝗴𝗲𝗿𝗰𝗶?
– Metro B (direzione Rebibbia) fino a TIBURTINA, poi prendere l’autobus 309 (direzione Santa Maria del Soccorso) e scendere alla fermata Facchinetti C./Notari e poi 3 minuti a piedi
– Dall’Università La Sapienza arrivare a piazzale del Verano e prendere l’autobus 448 (direzione Balsamo Crivelli) e scendere all’ultima fermata Balsamo Crivelli

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Mars, una serie intelligente

mars

Ho appena finito di vedere l’ultima puntata di Mars, serie disponibile su Netflix e prodotta da National Geographic. Al di la della storia, mi e’ sembrata una serie intelligente. La narrazione alterna fatti ed interviste a scienziati, politici e uomini d’affari di oggi con una storia fantastica fra il 2033 e 2037 dei primi esploratori sul pianeta rosso. Quindi potete comodamente godervi un documentario scientifico condito con l’avventura e la tensione di uno scifi decente (uso i 45 minuti delle serie per vogare, quindi il livello deve essere accettabile ma soprattutto il ritmo alto).
In particolare la seconda serie s’incentra sull’impatto dello sfruttamento commerciale in una ambiente altamente ostile in cui si e’ costretti a fare i conti con la superbia dell’uomo. Molto attuale…

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Chi inquina non paga, corrompe!

Screen-Shot-2019-05-17-at-14.55.21-1024x683Sull’internazionale di questa settimana, e’ riportata questa notizia:

Il 13 gennaio gli attivisti del mo­vimento ambientalista Fridays for future hanno organizzato delle proteste contro la Siemens in diverse città tedesche, scrive la Süddeutsche Zeitung. Il motivo è la decisione del gruppo di rispettare un contratto con la multinazionale indiana Adani che prevede la fornitura di un si­stema di segnalazione ferrovia­ ria per la realizzazione di una grande miniera di carbone in Australia. Nei giorni precedenti gli ambientalisti avevano invita­ to la Siemens a ritirarsi dall’ac­cordo, ritenuto dannoso per l’ambiente e la lotta al cambia­ mento climatico. Per questo “si è scatenata la tempesta” dopo che Joe Kaeser, l’amministrato­ re delegato della Siemens, ha spiegato che il contratto andava rispettato. Non farlo, osserva il quotidiano, avrebbe danneggia­ to l’immagine della Siemens nel mondo delle imprese, ma ora il messaggio arrivato all’opinione pubblica è che il gruppo “non prende sul serio la crisi climati­ca”. E tutto per un contratto da diciotto milioni di euro, “un’ine­zia per un’azienda che ogni an­ no fattura quasi cento miliardi”. Il 10 gennaio, tra l’altro, Kaeser aveva incontrato Luisa Neu­bauer, la leader di Friday for fu­ture in Germania, a cui aveva of­ferto un posto nel consiglio d’amministrazione della Sie­mens Energy. Neubauer l’ha ri­fiutato, consigliando a Kaeser di darlo a uno scienziato che studia il cambiamento climatico.

Nel frattempo la Commissione Europea e la Ursula von der Leyen hanno iniziato a dare seguito alle promesse di riformare in senso verde l’economia europea attraverso il New Green Deal con un piano iniziale che finanzia maggiormente i paesi piu’ inquinanti con i soldi delle nostre tasse per attuare la conversione ecologia.

Mi sembra sociologicamente interessante notare come ormai si ritenga tutto cio’ normale. Non pensiamo piu’ che dovremmo educare  qui paesi che trasgrediscono  le regole decise insieme, magari sanzionandoli piuttosto che pagandoli. E’ invece corretto tentare di corrompere gli ideali di qualcuno che ancora non fa parte di questo sistema perverso. Sistema che e’ la vera causa del danno generato.

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Sostenibilità e Scienza

Settimana all’insegna della sostenibilità “scientifica” nelle scelte dell’uomo in campo ambientale ed ecologico:

  • Martedì 14 Gennaio, ore 10.30 presso l’I.T.I.S Ettore Majorana di Cassino nell’ambito della V edizione della “Settimana della Tecnologia e della ricerca scientifica”. “Fisicamente” impossibile? Fisica a sostenibilità a confronto.
  • Martedì 14 Gennaio, ore 16.30, presso l’ITOP – Via Prenestina Nuova 307 (Area Industriale) – Palestrina. Il dibattito su Clima e Ambiente
  • Venerdì 17 Gennaio, ore 16.30, presso l’ITOP – Via Prenestina Nuova 307 (Area Industriale) – Palestrina. Il dibattito su Clima e Ambiente (con’t)

Ma il dibattito poi proseguirà nella settima successiva presso la Casa del Popolo di Casal Bruciato Sabato 25 Gennaio,  via Sebastiano Satta, 45 ore 18.

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https://www.facebook.com/events/600769890688203/ 

 

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#COP25, la Cooperativa dei Potenti che ci prendono in giro

Sono anni che scrivo e litigo con gli ambientalisti sostenendo che la COP e’ un fallimento, e forse quest’ultima lo ho è stata più di tutte le altre. Non c’era momento più opportuno nel quale i grandi interessi mondiali si dovessero confrontare per mostrare alle nuove generazioni una volontà di cambiamento. Invece non sono stati in grado neanche di accordasi su un’articoletto fatto su misura da chi vorrebbe governare la transizione ecologica continuando a consumare come ha sempre fatto. L’articolo 6 sul quale dovevano lavorate avrebbe dovuto garantire il funzionamento del “mercato” della CO2: il nostro danno ambientale, lo hanno trasformato in un mercato in cui i paesi più ricchi si “ripuliscono la coscienza” bilanciando le loro emissioni con quelle dei paesi emergenti, dove si possono costruire impianti più ecologici, magari costruiti ad opera degli stessi personaggi che nei paesi industrializzati creano il maggior danno (es ENI). Insomma non sono stati in grado di accordarsi nonche’ su come continuare a prenderci in giro, figuriamoci a costruire un mondo migliore…

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Autografo!?

Primo giorno ospite a “l’ambiente salvato dai bambini”, organizzato all’interno di Umbria Green Festival. Cinquanta bambini scatenati e preparatissimmi, che alla fine hanno chiesto tutti l’autografo…

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