Scripta manent verba volant
Radio Scienza- Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.</li>
Frascati Scienza- Round: Economia circolare. Continua la raccolta di sneaker usate per dare nuova vita alla gomma
- La magia della scienza al Carnevale di Frascati 2026
- Global Women Breakfast 2026
- Luci sulle Mura del Valadier di Frascati
- 40 anni di ricerca in Antartide, arriva la mostra interattiva
- “Le Prime 2 Erre”: un bilancio positivo per un futuro sostenibile a Ciampino
- Settimana della scienza
- ERN 25
- Science Party Christmas Edition – 13 dicembre
- Ciampino chiude il cerchio: i risultati del progetto “le prime 2 erre” per un futuro sostenibile
Link
-
Unisciti a 11 altri iscritti
Relazione consuntiva e programmatica dell’Associazione #FrascatiScienza
Cari soci,
è sempre molto difficile in una relazione sintetica, raccontare il lavoro di un intero anno di un’associazione come la nostra che collabora con i maggiori enti di ricerca, università e istituzioni del territorio.
Lo scorso anno, con il rinnovo del Consiglio Direttivo, ci siamo posti degli obiettivi chiari e puntuali. È quindi fondamentale iniziare a valutare quello che siamo riusciti a realizzare fin qui.
Il 2015 è stato un anno del tutto positivo che ci ha permesso di crescere ed evolvere in una realtà sempre più viva e presente sul territorio. La ‘Notte Europea dei Ricercatori (ERN)’, il nostro principale progetto, ha compiuto dieci anni, e siamo orgogliosi di poter testimoniare il successo raggiunto dalla manifestazione, sia attraverso i numeri – 300 eventi, 60.000 visitatori, oltre 10 città coinvolte da nord a sud – che dai riscontri positivi del pubblico.
Grazie alla collaborazione del Comune e al sostegno dell’assessorato alla cultura della Regione Lazio, nostri partner istituzionali, si è potuto riqualificare – ad uso della città di Frascati – l’area del Mercato Coperto, da noi soprannominata SAPERMercato. È proprio in questo ‘mercato delle idee‘ che abbiamo voluto portare i nostri ricercatori evidenziando, ancora una volta, il nostro desiderio di andare verso una cultura scientifica a portata di tutti.
Lo stesso assessore regionale Lidia Ravera, nel suo intervento durante la Notte 2015, ha spesso appellato il SAPERMercato “casa della scienza”, dando così vita ad un nuovo progetto per consolidare l’impegno con l’Area di ricerca Tuscolana, già da tempo considerata di elevato livello scientifico nel palcoscenico nazionale e internazionale, come epicentro della divulgazione scientifica.
Ma i nostri più sentiti ringraziamenti vanno ai partner scientifici, che rappresentano la migliore garanzia di qualità delle proposte, ai circa 2000 ricercatori, ai giovani scienziati, allo staff e a tutti coloro che, con pazienza ed entusiasmo, hanno contribuito a diffondere la nostra mission: avvicinare i ricercatori e cittadini!
In questo anno così ricco di proposte Frascati Scienza è stata madrina di ‘BooKineri’, un evento dedicato alla diffusione della cultura scientifica attraverso la “buona lettura”, che ha visto protagonisti di questa prima edizione giornalisti, scienziati e scrittori. Un format che siamo motivati a mantenere come esempio di edutainment che unisce divulgazione scientifica e intrattenimento.
Non meno importante è l’impiego di risorse dedicate alla campagna di comunicazione per realizzare nuovi concept, principalmente nell’area area web e social. Abbiamo, infatti, investito su una piattaforma IT di supporto per garantire ai nostri soci, e non solo, un servizio più adeguato. Abbiamo elaborato una nuova grafica del sito web, dal visual più accattivante e di maggiore fruibilità per l’utente, che rispecchi sempre di più un “magazine” che parla di scienza e di ricercatori in un modo del tutto nuovo.
Già dallo scorso anno infatti, stiamo promuovendo post, articoli e video-interviste di ricercatori, con l’obiettivo di raccontare il loro percorso professionale e umano, mettendo in luce il “ricercatore-persona”.
Vanno inoltre ricordati i numerosi protocolli d’intesa tesi al consolidamento di Frascati Scienza sul territorio. Per tale ragione desideriamo citare l’accordo con l’INFN finalizzato alla collaborazione negli eventi di diffusione della cultura scientifica; il protocollo d’intesa con la RES-CASTELLI (Rete di Scuole dei Castelli Romani) per sviluppare insieme iniziative che possano coinvolgere gli studenti anche in progetti di alternanza scuola lavoro; l’accordo di partnership con ATA (Associazione Tuscolana di Astronomia), che è stata una delle associazioni fondatrici di Frascati Scienza, il cui valore e coinvolgimento di appassionati è indubbio. Abbiamo infine stretto accordi di partnership con i vari attori della comunicazione al fine di consolidare e ampliare la nostra mission.
Tra le varie iniziative nel nostro territorio, un particolare rilievo va dato a Synergy, la prima edizione del workshop inter-ente fra INAF-OAR e INFN-LNF, con l’obiettivo di promuovere la multidisciplinarità ed interdisciplinarità dell’area di ricerca tuscolana.
Dall’esperienza di WIRE15 (Workshop Impresa, Ricerca ed Economia) – il workshop nel quale ricercatori, imprenditori del territorio, possibili finanziatori e creativi potevano presentare proposte ad un comitato scientifico che ne valutava la validità in base a criteri prestabiliti – è nata l’idea di Lazio Pulse, un progetto presentato alla Regione Lazio, che vede per la prima volta impegnati congiuntamente gli enti di ricerca, le università, le piccole e medie imprese, i principali Comuni del territorio, il parco dei Castelli Romani e la Comunità Montana.
Di questa iniziativa, Frascati Scienza sta svolgendo il ruolo di coordinatore fra gli stakeholder della comunità scientifica e le istituzioni, in collaborazione con una delle più grandi imprese di ICT italiane.
Tutto questo a dimostrazione, ancora una volta, del grande interesse riposto nello sviluppo della nostra area. Un progetto che, oltre al suo valore scientifico, sta gettando le basi d’importanti legami e prospettive.
Il Bilancio 2015 (riepilogo)
Entrate 2015:
- BCC Frascati e delle Generali per la realizzazione di WIRE15 (1.8 keuro);
- Regione Lazio Ass. alla Cultura (60 keuro);
- Commissione Europea partner nel progetto europeo ERN-European Researchers Night (180 keuro), di cui, a seguito delle positive rendicontazioni, 70keuro ancora da ricevere.
Spese del 2015
- 71 keuro di personale;
- 143 keuro per consumi e servizi di organizzazione degli eventi.
L’avanzo di bilancio di circa 65 keuro verrà reinvestito in ulteriori progetti delle associazioni che collaborano con noi e per il mantenimento e funzionamento dell’associazione, garantendo di poter perseguire i prossimi impegni in programma.
I prossimi passi
Nella relazione 2015 abbiamo fissato gli obiettivi per i prossimi tre anni che possiamo riassumere come di seguito:
- Contribuire alla realizzazione di un’area di ricerca e innovazione tuscolana.
- Rafforzare il ruolo della nostra area nella diffusione della cultura scientifica.
- Rafforzare la comunicazione e collaborazione fra gli stakeholder dell’area nel loro rapporto con la società.
- Ampliare la collaborazione e la partecipazione dei soci.
Il prossimo 5 aprile è in programma una riunione con gli Enti con l’obiettivo di realizzare una squadra operativa per il raggiungimento di questi obiettivi.
Abbiamo fissato per metà giugno 2016, presso le Scuderie Aldobrandini, WIRE16 che quest’anno si concentrerà sui contenuti di Lazio Pulse, quindi sull’ICT e i benefici che possono derivare dal progetto per la nostra area. E’ nostra intenzione organizzare contestualmente un incontro aperto di scambio e condivisione di obiettivi e opportunità fra i vari stakeholder dell’area tuscolana, cercando di rafforzare la necessità di fare sistema che è ben emersa dal rapporto WIRE15.
A settembre organizzeremo la Settima delle Scienza e Notte Europea dei Ricercatori, che ha accolto nuovi e importanti partner e che quest’anno ci vede coordinatori in oltre venti città italiane.
Per prepararci alla Notte 2016 stiamo definendo sin da ora la squadra di lavoro, che sarà affiancata da alcuni stagisti del Master in Comunicazione Scientifica MakeItSo (di cui siamo partner), ma anche da alcuni ragazzi del programma di alternanza scuola lavoro, che verranno inseriti nelle attività di organizzazione dell’evento (project management, comunicazione, organizzazione eventi, valutazione e gestione).
Con questo obiettivo abbiamo preso accordi con le scuole del territorio al fine di ospitare i ragazzi e trasmettere loro la nostra esperienza nella gestione di un progetto europeo come la Notte dei Ricercatori.
Abbiamo già iniziato un percorso di seminari nelle scuole e incontri con il largo pubblico con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione sulla scienza e coinvolgere sempre di più cittadini e ricercatori.
Anche il numero dei nostri associati sta crescendo, segno evidente del grande interesse verso le attività che proponiamo. Ma è nostro desiderio che si sentano parte integrante di Frascati Scienza, collaborando con noi a nuove e importanti iniziative.
È inoltre doveroso ricordare che lo slogan di ERN 2016 e 2017 è “Made In Science”, quasi ad esprimere un marchio di fabbrica, che parla di ricerca scientifica d’eccellenza. Obiettivo di questa edizione sarà, infatti, far conoscere l’importanza della “filiera della scienza”, che, come ogni filiera eccellente, si distingue per qualità, identità, creatività, sicurezza, transnazionalità, competenze e responsabilità.
Per concludere, un dovuto ringraziamento va al Comune di Frascati, ai Direttori degli Enti e a tutti coloro che, all’interno dei centri di ricerca e delle università, hanno contribuito anche lo scorso anno a dare sostanza al nostro lavoro. Un particolare ringraziamento merita lo staff di Frascati Scienza che è stato capace di realizzare uno straordinario 2015.
Vi aspettiamo numerosi il 24 Marzo 2016 alle ore 17,00
Sala degli Specchi del Comune di Frascati, Piazza G. Marconi, 3
Pubblicato in Editoriali
Lascia un commento
Come vediamo l’infinitamente piccolo
| Categoria: | Seminario |
| Destinatari: | Tutti (8+) |
| Organizzatori: | Frascati Scienza, UNITRE – Università delle Tre Età |
| Data: | Venerdì 18 Marzo 2016. |
| Orario: | Dalle ore 17:00 alle ore 19:00. |
| Luogo: | Palazzo della curia vescovile – Sala dei Cardinali – P.zza G. Pantanelli n°8 – Palestrina, IT |
info: http://www.frascatiscienza.it/eventlist/?bytarget=&bycategory=&bytown=&byday=&evs=941
Osservare… ma se quello che vogliamo vedere e’ piccolissimo?
Il primo passo per fare scienza in termini moderni è osservare il mondo che ci circonda. Ma come? Quali sono gli strumenti che ci permettono di osservare il mondo delle particelle elementari? E cosa comporta la loro osservazione?
Consideriamo prima di tutto come osserviamo il mondo che ci circonda nel quotidiano. Tipicamente noi vediamo perché la luce – sonda – colpisce gli oggetti che ci circondano – bersaglio, rimbalza su di essi e giunge ai nostri occhi – rivelatore, dove la retina trasforma i fotoni in segnali elettrici che il nostro cervello elabora – calcolatore. Oggi peraltro sappiamo che anche i fotoni sono delle particelle elementari e che in effetti il nostro processo di visualizzazione macroscopico non è molto differente da ciò che viene fatto per vedere gli attuali costituenti elementari della materia. In questo caso la sorgente è un qualcosa che produce artificialmente le sonde, cosi come la lampadina produce artificialmente la luce, detto acceleratore di particelle. Il bersaglio è l’atomo o la particella elementare che vogliamo studiare ovvero, determinarne le proprietà (posizione, massa, carica elettrica, energia, velocità, momento magnetico, ecc). Il rivelatore è un dispositivo elettronico, capace di trasformare le sonde che hanno colpito il bersaglio in un segnale elettrico, per poi acquisirlo e trasferirlo ai calcolatori che lo elaborano ed archiviano – una normale macchina fotografica digitale e’ un esempio di rivelatore di fotoni.
Quindi non c’è molta differenza nel processo con cui osserviamo il mondo macroscopico e quello microscopico, se non per il fatto che in quest’ultimo, sonda e bersaglio hanno le stesse dimensioni e che le particelle seguono delle regole, quelle della meccanica quantistico-relativistica, che non sono parte dell’esperienza comune.
Il fatto comunque che sonda e bersaglio abbiano le stesse dimensioni è già una differenza non da poco: tutti abbiamo giocato a biliardo e sappiamo che nonostante le ore passate a esercitarci, trasmettere attraverso la palla bianca le proprietà (posizione e velocità – o meglio, impulso) che ci interessano alle altre palle è molto difficile, e pensate che noi dobbiamo fare il contrario! Ad occhi chiusi, da come torna indietro la palla bianca, dobbiamo capire chi ha colpito e cosa ha fatto… Quando sonda e bersaglio hanno le stesse dimensioni, il processo di osservazione si complica, è come se il muro della stanza nella quale ci troviamo vibrasse continuamente: l’immagine che otterremo con i nostri occhi sarebbe sfocata.
In teoria se noi conoscessimo perfettamente le condizioni della palla bersaglio, che sono proprio quelle che dobbiamo indagare, in ogni caso potremmo risalire attraverso l’interazione con la sonda in modo completo ad una misura dello stato finale del sistema. Questo in un certo senso era quello che pensava Einstein quando criticava la meccanica quantistica, con la nota frase “Dio non gioca a dadi”. Secondo Einstein esistevano delle variabili nascoste che non siamo ancora riusciti a rendere degli osservabili che permettano di spiegare il mondo subatomico in modo deterministico.
La realtà è che il mondo quantistico è governato dal principio d’indeterminazione di Heidelberg, dove è impossibile determinare con precisione assoluta la posizione e l’impulso delle particelle subatomiche, e questa è un proprietà non solo delle equazioni che sperimentalmente sono verificate dalle osservazioni ma in generale una proprietà del mondo microscopico. Esiste un’alone di incertezza, che secondo l’interpretazione moderna della meccanica quantistica (Teorema di Bell) non permette di costruire una teoria che spieghi il comportamento del mondo quantistico attraverso delle variabili nascoste se vogliamo che questa teoria rispetti il fatto che l’informazione non si propaghi a velocità infinita (principio di località).
Il mondo subatomico viene quindi descritto solo in termini probabilistici e la scienza che si occupa di ricostruire l’informazione dai dati è la statistica. Definiremo quindi una distribuzione di probabilità e misureremo un valore medio, una varianza, un insieme di dati distribuiti che rispecchieranno l’incapacità di determinare con assoluta certezza quello che accade.
Venerdì 18 Marzo, ore 17 a Palestrina la seconda lezione all’Università delle TRE ETA (info http://www.frascatiscienza.it/eventlist/?evs=941). Parleremo di come vediamo il mondo delle particelle elementari, con quali strumenti e come possiamo utilizzare quello che scopriamo.
Pubblicato in Editoriali
Lascia un commento
A cosa serve “vedere l’infinitamente piccolo”?
La storia della terra e dell’evoluzione delle specie sulla terra è scandita in buona parte (oltre ovviamente che da virus, batteri e guerre) dalle radiazioni naturali che continuamente ci colpiscono sotto forma di raggi cosmici e radiazione naturale emessa dai materiali che compongono la crosta terrestre, più o meno radioattivi a seconda della loro composizione ed età.
L’effetto delle radiazioni sulle molecole contenute ad esempio nel nostro corpo, quando queste rilasciano nei tessuti energia sufficiente, è quello di strappare gli elettroni da gli atomi o distruggere il nucleo atomico, neutralizzando le molecole che li contengono. Si crea quindi un danno a livello molecolare, ad esempio nel DNA, che normalmente deve essere riparato dal nostro sistema immunitario.
Come conseguenza si posso avere dei danni positivi, che magari hanno contribuito alla selezione dell’uomo rispetto a gli altri esseri viventi, o negativi come il sopraggiungere di alcune malattie.
Alla fine dell’Ottocento tre scienziati segnarono una svolta sostanziale, da prima ROENTGEN che scoprì i raggi X e successivamente MARIE e PIER CURIE che scoprirono la radioattività naturale del radio. Da queste scoperte nacquero due utilizzi importanti delle radiazioni: da un lato la DIAGNOSTICA e dall’altra la TERAPIA.
Ma un contributo importante alla storia è stato dato anche da alcuni ricercatori italiani, tra questi fondamentale quello di Enrico Fermi e dei ragazzi di via Panisperna che negli anni ’30 scoprirono la radioattività artificiale. Fermi, Rasetti e Amaldi progettarono il primo acceleratore italiano per produrre radioattività artificiale, finanziata nel ’35 dal Ministero della Sanità, proprio per impiegare questo fenomeno a scopi terapeutici.
Un’altro dei ragazzi di via Panisperna Emilio Segrè successivamente scoprirà il tecnezio e un suo derivato diventerà da li a poco l’elemento più utilizzato in medicina nucleare come tracciante nelle scintigrafie.
Oggi si usano nella diagnostica strumenti più complicati come la TAC (Tomografia Assiale Computerizzata), evoluzione computerizzata di una semplice radiografia o la PET (Tomografia ad emissione di Positroni) che invece sfrutta l’antimateria.
La medicina nucleare è uno dei derivati fondamentali delle ricerche in cui è impegnato l’INFN costruendo acceleratori di particelle e rivelatori opportuni per studiarne le proprietà alla ricerca dei fenomeni di fisica fondamentale, analizzando e studiando i primi istanti di vita del nostro universo. Grazie a queste ricerche l’Italia può affermare di aver partecipato a scrivere la storia della medicina nucleare ed a sviluppare le competenze e le capacità che ci permettono oggi di avere Dafne, il secondo acceleratore in Europa per la ricerca fondamentale, qui in Italia presso i Laboratori Nazionali di Frascati, e di aver acquisito le competenze per partecipare alla costruzione di una nuova impresa italiana il CNAO, in cui la radiazione artificiale viene utilizzata per distruggere i tessuti cancerosi lì dove è impossibile intervenire chirurgicamente.
Tavola rotonda “Le particelle medicali” spettacolo-intervista realizzato durante la Notte Europea dei Ricercatori 2013 https://www.youtube.com/watch?v=1xe55GG–PM
Venerdì 18 Marzo, ore 17 a Palestrina la seconda lezione all’Università delle TRE ETA (info http://www.frascatiscienza.it/eventlist/?evs=941). Parleremo di come vediamo il mondo delle particelle elementari, con quali strumenti e come possiamo utilizzare quello che scopriamo.
Pubblicato in Editoriali
Lascia un commento



My Facebook Page