Amministrare la Ricerca

Più passa il tempo e più sta diventando difficile portare avanti le proprie attività di ricerca senza incappare in fastidiosi adempimenti burocratici ed amministrativi, e da alcuni mesi nel mio ente si e’ aperto un acceso dibattito fra di sulle possibili soluzioni.

Il lavoro di ricercatore INFN ormai si intreccia sempre di più con quello amministrativo essenzialmente su tre campi: acquisizione di beni e forniture, sicurezze, gestione di progetti europei o simili.

Per le forniture di beni e servizi, da quando sono all’INFN (~1990) ognuno di noi si e’ sempre occupato di preparare tutta la documentazioni degli ordini  per fornitura di beni e servizi. Per i beni sostanzialmente ci siamo sempre occupati di selezionare i fornitori, chiedere le offerte e inviare poi tutta la documentazione all’amministrazione per perfezionare l’ordine. Piano piano le procedure negli anni si sono complicate per le gare che superavano certi importi (essenzialmente 20.000, 50.000, 150.000 euro) e il recente decreto legge sulla tracciabilità (vedi post Lettera ANPRI su RUP e CIG) ha fatto rendere conto a tutti noi che da anni, visto che la legge e’ del 90, di fatto stavo svolgendo il ruolo di RUP (Responsabile Unico del Procedimento) e che questo ruolo ha delle responsabilità non trascurabili per il lavoratore. Inoltre, nel caso di forniture di servizi, il rulo di RUP si intreccia fortemente con le normative vigenti in materia di sicurezza, caricando ulteriormente il ricercatore di responsabilità che difficilmente sono riconducibili a quello per cui ha studiato.

Purtroppo pero’ la legge non ammette ignoranza, e se e’ vero quello che ci vine comunicato attraverso le circolari di difficile comprensione della nostra amministrazione, noi siamo costretti ad assolvere tale compito e a rispondere in prima persona delle nostre eventuali incapacità di carattere amministrativo.

Ieri un collega mi faceva notare che in altri enti di ricerca, come ad esempio l’ISTAT, non sanno niente di RUP, CIG e quant’altro del genere. Sorge quindi spontanea una domanda: ma siamo proprio sicuri che tali obblighi li dobbiamo assolvere noi ricercatori e non qualcun’altro? Inoltre, continuando a procedere come stiamo facendo ora, la procedura di acquisto vine divisa tra un ricercatore che si assume la responsabilità di seguire il procedimento (il RUP) e un ufficio amministrativo (che per noi e’ una scatola chiusa) che si occupa di svolgere parte dell’iter, di cui io ad esempio non so ben capire quali possano essere le azioni che possano ricadere sotto la mia responsabilità.

Per questo sicuramente come già sottolineato dalle OOSS, servirebbe una chiara formazione del personale da parte dell’ente, ma personalmente vorrei anche chiedere a gli avvocati delle stesse OOSS che mi spieghino se io sono realmente tenuto a fare questo lavoro, e soprattutto se le procedure che segue il mio ente siano rispettose della legge, tutelandomi in caso di eventuali problemi.

Nel caso di forniture di servizi, il ruolo del RUP sembra intrecciarsi strettamente (art 89 del DL-81) con chi effettivamente progetta, segue e sovraintende le lavorazioni. Anche qui mi piacerebbe sapere dal mio ente chi effettivamente debba assolvere tale ruolo. Ad esempio, nei corsi di formazione in materia di sicurezza dell’INFN si e’ piu’ volte parlato dei capi servizio, capi reparto, e responsabili di preventivo, che gestendo in qualche modo fondi e personale , e che in parte sono anche indennizzati, potrebbero essere inquadrati come responsabili d’ufficio in tale materia (tra latro firmano le schede di destinazione lavorativa…) qualora si finisse difronte al legislatore. E attenzione qui le responsabilità sono ben più pesanti…

A questo si unisce, ormai da anni, la gestione dei progetti europei, regionali etc, che richiedono l’identificazione di un responsabile  che sempre più spesso toglie tempo alla sua ricerca per fare rendicontazioni, timesheet, etc. Anche qui al di la’ della formazione, che bisogna riconoscere che negli anni il nostro ente sta cercando di fare, non mi sono mai state chiare le responsabilità amministrative e legali che ricadrebbero sul ricercatore.

In conclusione, oggi fare la ricerca sembra che voglia dire sempre di più saper amministrare la ricerca. Molti di noi si ribellano a tutto ciò, non facendosi coinvolgere, proponendo indennità aggiuntive, assicurazioni, cercando delle soluzioni che dividano il carico di lavoro con l’amministrazione.

Personalmente vorrei capire prima se ciò spetta veramente al ricercatore e quali siano le reali responsabilità che si assume.

INFN , OOSS solo voi potete rispondere a queste domande…

Informazioni su Giovanni Mazzitelli

Senior Researcher - field of interest high energy physics and particle accelerators; science communication and education; sail and alpinism lover
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2 risposte a Amministrare la Ricerca

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