Il centro di ricerche spaziali di Selva Candida

Mio nonno Luciano era un ingegnere, più che per titolo perché si ingegnava. Ogni cosa che faceva, anche la più banale, era la scusa per sfidarsi e risolvere i problemi affrontandoli con idee nuove e una soluzione intelligente.attrezzature Sono cresciuto fra carrucole e pulegge, amplificatori valvole, motori di ogni tipo, brevetti e progetti ma sopratutto un sommergibile giallo in piscina.  Nella baracca, nota in alcuni articoli come il centro ricerche spaziali di via di selva candida, ristrutturata con lui quando aveva più di 80 anni, ricordo gli apparecchi che mi affascinavano e che probabilmente insieme alle sue spiegazioni mi hanno fatto nascere  il desiderio per il mestiere che ho scelto.
Ovviamente nulla si faceva per caso, neanche il radioamatore, e all’epoca degli sputnik e delle prime missioni spaziali, periodo in cui le storie di scienza e fantascienza si mescolavano, c’era spazio per fare ricerche e sperimentazioni “seriamente divertenti”.
Riporto in questo post i link e gli articoli di giornale più curiosi che ho ritrovato sull’argomento… 

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“Achille Marincola e Luciano Sandri, per primi in Italia, hanno stabilito da Roma il contatto radio con l’Alfa 58, captando il segnale che la “piccola Luna” americana sta lanciando negli spazi.

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Il centro di ricerche spaziali di via di selva candida – cinegiornale del febbraio 1958

L’eccezionale avvenimento si e’ verificato alle 14.48 di ieri e ancora alle 16.48, alle 18.51 alle 20.54 e alle 22.58. Nel pomeriggio di oggi i due radioamatori romani hanno nuovamente udito la voce del satellite, registrandola sul nastro magnetico.
In una piccola baracca attaccata ad una collina sulla via Boccea, Marincola e Sandri (mio nonno) avevano predisposto tutta la loro complicata attrezzatura, composta da una antenna molto sensibile e da un ricevitore a 24 valvole.
Avevano a suo tempo captato i segnali dello Sputnik russi e quella misteriosa voce nello spazio che alcune settimane fa mise in allarme il mondo; si credeva infatti che i russi avessero addirittura lanciato un razzo sulla luna, ma poi si accerto’ che si trattava del segnale di una telescrivente “in riposo”. L’antenna innalzata dai due radioamatori e’ di tipo cortina a 24 elementi ed e’ orientabile nei sensi zenitale e azimutale, cioè  verticalmente e orizzontalmente; e’ alta 18 metri e ha un guadgno di circa 20 decibel rispetto al dipolo, che e’ l’espressione più semplice di antenna. E’ tarata con ponte di ammettenza della General Radio per la migliore prestazione sulla frequenza di 108 MHz, cioè sul quella di Alfa 58.” (leggi tutto l’articolo)

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leggi l’articolo

inoltre molti articoli si trovano sul sito http://www.oltreilcielo.it/ della Federazione Missilistica Europea ed in particolare quelli riguardanti l’anno 1958 fra cui:

Ascolto dei segnali radio trasmessi dal satellite artificiale sovietico Sputnik III, da “Astronautica”, anno VI n.3

il centro di ricerche spaziali di Selva Candida (Roma), di Fernando Pouget, da “Astronautica”, anno VI n.4-5

Dallo stesso fascicolo, “Relazione sulle esperienze condotte a Selva Candida circa l’ascolto delle emissioni radio dei satelliti artificiali” di Achille Marincola.

Informazioni su Giovanni Mazzitelli

Senior Researcher - field of interest high energy physics and particle accelerators; science communication and education; sail and alpinism lover
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3 risposte a Il centro di ricerche spaziali di Selva Candida

  1. Luigi Orlandi ha detto:

    Gentilissimo Sig.Mazzitelli,
    desidero innanzitutto porgerLe i miei complimenti per l’ottimo blog,
    Leggendo l’articolo sul Centro d’Ascolto di Selva Candida, descritto in dettaglio anche nel mio blog http://www.cosmonautisenzastoria.blogspot.it , ho potuto notare la presenza di alcune immagini per me del tutto inedite, che mostrano le antenne e gli apparati di ricezione in uso in quel Centro in quell’epoca.
    Le chiedo se posso inserire qualche immagine del Centro d’Ascolto di Selva Candida anche sul mio blog, previa sua autorizzazione.
    Grazie e a presto.

    Luigi

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