La punta di anno zero di ieri e’ stata una occasione persa per parlare seriamente del problema energetico. Non si e’ discusso della vera questione: dare a 2 miliardi di persone nel mondo accesso all’energia, mentendo entro il 2050 i consumi del nostro pianeta a quelli attutali senza nucleare e combustibili fossili; dare a tutti la possibilità di vivere fino e oltre 80 anni e non far morire un milione di bambini l’anno perché non hanno l’energia che usiamo noi…
Scripta manent verba volant
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I bambini muoiono perché non hanno, nell’ordine:
– cibo
– medicinali
– genitori vivi e sani
– possibilità di sviluppo e lavoro e – sullo stesso piano, forse – accesso all’energia.
Ciò detto, io vorrei che in un paese democratico, con delle regole democratiche, fosse data ai cittadini la possibilità di fare delle scelte consapevoli.
Il furto non è solo un furto di informazione, che pure c’è, ma anche di democrazia, quando si impedisce di esprimere la propria opinione con il voto.
E non credi che tutti e quattro i punti che hai messo dipendano fortemente da quanta energia in quei paesi hanno a disposizione? mi pare che tutti gli indicatori stabiliscano questo.
Cio’ detto, anche io vorrei un paese democratico, ma mi chiedo se sia veramente giusto andare a togliere le castagne da fuoco chi deve decidere: noi abbiamo votato dei politici che devono fare lo sviluppo energetico e quindi economico e sociale del nostro paese. La scelta, gli italiani la hanno fatta. Posso capire referendum su problemi morali ed etici, anche sul problema della privatizzazione di risorse come l’oro blu, e forse sulla privatizzazione delle forme energetiche in genere, sul libero impedimento che e’ celatamente un riforma costituzionale… Ma mi chiedo, che senso ha dire a chi sta al governo come sviluppare economicamente l’Italia? Se ne assumano le responsabilità!
Comunque, io per i motivi sopra detti non sarei andato a votare, ma ritengo comunque che lo scippo ci sia, e che l’indignazione sia assolutamente corretta e la condivido in pieno. Ma di questo, a parte Di Pietro, se ne e’ parlato poco o niente. Si solo solo sentite tante imprecisioni, propagandate in modo inopportuno per la serietà del problema, senza riuscire a fare informazione sul vero nocciolo della questione.
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