26% di italiani in piu’ contro il nucleare

Confrontando i risultati dell’analogo quesito referendario del 1987 e quello di oggi, normalizzato al parco votante, c’e’ un 26% in piu’ di italiani contro il nucleare. I più, prima, erano sostanzialmente indecisi, ma la partecipazione al voto sfiorava quasi i 30 milioni contro i 26 di oggi a fronte di un parco elettorale cresciuto di circa 1.5 milioni di persone.

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Nucleare no, nucleare si’: una umile riflessione

In risposta al post di Roberto su Io Non Faccio Niente
Nucleare no, nucleare si’: una umile riflessione
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Caro Roberto,
Da un punto di vista tecnico (fisico) visto che un kg di uranio ha 3 milioni di volete l’energia di un litro di petrolio e entrambi producono scorie. Bisognerebbe capire bene quali scorie siano oggi più sostenibili per i nostri figli. Se ritieni validi i modelli che descrivono il clima del nostro futuro, sai che la percentuale di CO2 nell’atmosfera e’ già tale da alzare la temperatura di 2.2 gradi (e le relative conseguenze); se non li ritieni validi comunque abbiamo una quantità di CO2 nell’atmosfera sopra a qualunque valore mai raggiunto sulla terra. Il principio di precauzione ci dovrebbe suggerire di cambiare rapidamente il modo in cui stiamo inquinando il nostro pianeta.
Proprio la sostenibilità che poni come base del tuo discorso ci impone due strade: a) mantenere il sistema economico attuale e scegliere una forma di energia (che definirei capitalistica e condivisibile dai più) come il nucleare e migrare con il tempo necessario verso le rinnovabili come sta facendo la Germania; b) cambiare la testa alla gente e fare ciò che dice greenpeace. Il problema di questa seconda scelta e’ che non bastano la testa tua e mia, e nonché quella della popolazione sulla quale fanno ricadere la “colpa” della situazione e ti spingono a pensare che dobbiamo scegliere la green economy (che e’ come dire riciclare i principi capitalistici in termini ambientalistici) e manco la testa degli altri 6 miliardi di abitanti della terra che stanno iniziano a sfruttare l’energia, bisogna combinare il sistema di consumo imposto dalle leggi di mercato, che consuma il 70% dell’energia mondiale in trasporti e industria, e questo non dipende da noi cittadini se non a lungo termine e con tanta, tanta coscienza ed educazione.
Il nucleare e’ una soluzione attuabile oggi, che ci permette di non fare esplodere il nostro mondo a breve, le rinnovabili sono una soluzione del domani, sulle quali ci dobbiamo impegnare per anni prima che si possa finalmente arrivare a non farci prendere in giro dalla green economy.
Permettimi infine un ultimo appunto sulla ricerca. In Italia il budget di tutti i centri di ricerca ed università penso che si conti in miliardi di euro che stanno sulle dita di una mano o poco più. Iter costerà 12 bilioni di euro (numero piu’ da topolino che da umani). Penso che questa sia la grande differenza fra la ricerca che fai al CERN e il perché non sia cosi’ facile e scontato fare ricerca in campo nucleare se questa contemporaneamente non rende in qualche modo. E soprattutto ricordati che in Italia fino al referendum di 20 anni fa c’era l’eccellenza della ricerca in questo campo (se non sbaglio eravamo al 5to posto al mondo). Oggi l’agenzia per il nucleare italiana non ha neanche la segretaria.
Comunque ritengo che lo sviluppo economico di un paese e’ strettamente legato al suo sviluppo energetico, e che solo un vero piano, politicamente trasversale, possa garantire il progresso reale del nostro paese. Non ritengo che in questo ne i tecnici, ne li cittadini italiani debbano decidere se non attraverso una scelta veramente politica. Per questo trovo che i referendum su questa materia siano sbagliati, e delegittimano il valore stesso dell’organo referendario.
Penso quindi che non ritirerò la scheda grigia.

Giovanni

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Al via l’acceleratore Super B, nascerà vicino Roma

Aiuterà LHC del CERN a scoprire segreti della materia

Nascerà vicino Roma, nell’area dell’università di Roma Tor Vergata, l’acceleratore Super B, uno dei 14 progetti bandiera previsti dal Programma Nazionale per la Ricerca varato in aprile dal Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca

L’annuncio che dà il via al progetto internazionale è stato dato dal presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Roberto Petronzio, nel convegno che riunisce nell’Isola d’Elba 300 fisici di tutto il mondo per dare il via ufficiale al progetto. Finanziato con 600 milioni e gestito dall’Infn, l’acceleratore Super B lavorerà in modo complementare all’accelratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, e potrà anche essere utilizzato da altri settori della ricerca, come biologia molecolare e nanotecnologie. Continua a leggere

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Riscaldamento antropico

[…] Fantastico potere delle parole: l’espressione “riscaldamento antropico” basta da sola a distogliere l’attenzione dai meccanismi strutturali e a focalizzarla sui comportamenti individuali; per uscire dalla crisi ecologica, occorrerebbe in primo luogo che ognuno di noi, restandosene saggiamente al proprio posto nella società, si assumesse la propria responsabilità personale di cambiare “stile di vita” : gli imprenditori, producendo tecnologie verdi; i consumatori, utilizzandole. In questo quadro, non si pone più il problema di modificare i rapporti sociali: la lotta per la stabilizzazione del clima diventa essenzialmente un affare personale di etica, di moderazione, di umiltà, se non di ascesi. Classi, disuguaglianze sociali, lobby capitalistiche e strutture di potere scompaiono dalla scena come per incanto, a pro della colpevolizzazione dei singoli individui. […]

L’impossibile capitalismo verde
Il riscaldamento climatico e le ragioni dell’eco-socialismo
Daniel Tanuro

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Sciopero Generale

Come dice il mio collega Luciano, peraltro  oggi schierato in prima fila in questo sciopero generale, a cosa serve oggigiorno scioperare nella pubblica amministrazione? E nella ricerca? Ognuno di noi va a regalare al nostro ministro 100 euro. Probabilmente oggi facciamo risparmiare allo stato più di un milione di euro.

Il mio datore di lavoro risparmia, come peraltro gradisce molto in questo periodo, alle spalle della mia possibilità di scendere in piazza a dire la mia. Luciano sostiene che sarebbe meglio mettere questi soldi in una bella campagna pubblicitaria, probabilmente avrebbe più effetto e per me ha pienamente ragione.

In più per noi che lavoriamo nel comparto ricerca, la beffa e’ doppia: oltre al danno economico  la nostra voce sarà sicuramente debolissima. Non credo infatti che molti percepiranno la mancanza del fatto che nel mondo oggi verranno prodotti un po’ meno elettroni per calibrare qualche rivelatore delle alte energie…

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