Lazio Pulse – Video e presentazioni delle giornata

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Rassegna Stampa

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Arrivano le domeniche Marchionne

50931-sergio-marchionneEccoci nuovamente ad una domenica Marchionne. Senza avere nulla di personale contro il guru dell’industria automobilistica italiana, trovo che sarebbe più opportuno chiamare il blocco del traffico domenicale nelle nostre città domeniche Marchionne piuttosto che domeniche ecologiche. Domani, 11 dicembre, si inaugurano infatti a Roma le domeniche ecologiche, quelle nelle quali non si dovrebbe circolare a beneficio dell’inquinamento e della salute pubblica. Ma, come sempre il blocco del traffico non riguarda tutti: chi è più benestante e ha potuto rinnovare il proprio parco auto ha il permesso andare in deroga alla ordinanza del comunale. Perché? La risposta comune di chi crede nella logica per la quale ambiente e mercato possano andare a braccetto è che in questo modo si incentiva il rinnovamento del parco automobilistico, si consuma di meno e quindi in generale si abbassa l’inquinamento. Ma, la storia finora ci insegna che abbiamo solo aumentato il numero della automobili circolanti.
Peccato che nei 50 anni della mia esistenza non abbia mai visto automobili che consumano sensibilmente meno delle precedenti, d’altronde siamo praticamente fermi a una tecnologia di 150 anni fa il cui rendimento è migliorato di poco e che da un punto di vista ambientale solo superati parecchi anni converrebbe cambiare macchina(*), anche se elettriche, poiché non è detto che creino meno danno delle precedenti, anche se almeno lo creano fuori dalle città dove viviamo.
Non sarebbe più ecologico bloccare completamente il mezzo più inquinante che possiamo utilizzare, passeggiando o pedalando per le vie di Roma?

(*) poiché mi ricordavo di aver letto un articolo nel quale si dimostrava che gli anni necessari per ammortizzare una automobile dal punto di vista ambientale (acciaio, plastica, energia e lavoro per la produzione, etc) sono sopra ai 10 – a seconda dell’uso e del costo dell’energia – ho provato a fare delle ricerche, ma stranamente ho trovato solo confronti con ad esempio le auto elettriche, non valori assoluti. Strano…
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Lazio Pulse – eScience: Preliminary Analysis and Discussions

Magellan auditorium, ESA-ESRIN – Via Galileo Galilei, n. 64 Frascati (Roma)

8.30 – 9:00 Registration and Networking Coffee

9:00 – 11.00 General Talk (session chair A. Quintiliani – ENEA) – Keynote speakers area

  • Welcome and Opening Remarks
    J. Aschbacher (Director of EO Programmes, ESA) – 15’
    R. Battiston (President of ASI) – 15
    L. Lo Cascio (Assessorato Sviluppo Economico Attività Produttive, Regione Lazio) – 15’
  • The Lazio Pulse Alliance and Manifesto
    Lazio Pulse Project Manager, F. Spagnoli (INFN) – 15’
  • eScience: Preliminary Analysis and Discussions
    Working group coordinator, G. Mazzitelli (INFN) – 15’
  • eBusiness: Applications, Market Trends and Future Services
    eBusiness task force, N. Pace (CGI Italia)- 15’
  • eSociety: What we Really Need for a Territory Growth?
    Working group coordinator, P. Di Fazio (Comunità Montana), 15’
  • Lazio Pulse Impacts on European and National Strategies
    F. Bellini (Eurokleis srl) – 15’

11.00 – 11.30 Coffee Break

11.30 – 12.30 Use Cases (session chair N. Pace  – CGI Italia) – Keynote speakers area

  • Enabling a smarter world with Earth Observation from space
    P.P. Mathieu (ESA-ESRIN) – 10’
  • Private companies as sources of big data for research: an example from mobile phone networks
    P. Del Giudice (ISS/INFN) – 10’
  • The IoT Living Lab and Smart Citizens co-developing Sensitive Cities of the Future
    P. Manwaring (GLIMWORM IT BV) 10’
  • The LUISS ENLABS Experience
    L. Tartaglione (ENLABS) – 10’
  • ESA BIC Lazio programme and FABSPACE 2.0 initiative
    R. Giuliani (BIC Lazio spa) – 10’
  • Socio-Economic Impact: the ARTES Applications Initiative
    O. Lanciano (ASI-Hypatia) – 10’

12.30 – 13.30 Closing Remarks and Future Perspectives: Novelli, Dean of “Università degli Studi di Roma Tor Vergata”, S. Migliori, “Director of Information Systems and ICT, ENEA”, P. , F. Danza, “Expert System srl”; A. Bonsignore, “IDS Corporation”; Pietro Cum, “General Director of Consorzio ELIS”; D. Pucci, “President of Comunità Montana”

Keynote speakers area: https://agenda.infn.it/conferenceDisplay.py?confId=12440

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Lazio Pulse LIVESTREAMING Community Building Event

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#INFN migliore istituto di ricerca italiano

screen-shot-2016-12-03-at-09-16-17Ieri, sulla rivista Le Scienze e’ uscita una tabella che racconta il divario esistente fra le scoperte scientifiche, misurate attraverso il Nature Index, e le notizie più diffuse sui media. Il divario appare chiaro: alla gente interessa vivere di più e meglio (medicina) e va generalmente appresso alle notizie catastrofiche, probabilmente per il fatto che queste si prestano spesso ad una abbondante misinformazione. In generale, la correlazione fra quello che viene promosso dai media e trova spazio sui i social network con ciò che viene pubblicato nel mondo scientifico sembra essere abbastanza debole, per me indice della bassa alfabetizzazione e partecipazione alla scienza da parte dei media e largo pubblico.
Detto ciò,  il Nature Index, traccia le principali pubblicazione, le collaborazioni più importanti e mette a confronto le performance della ricerca nel mondo. L’Italia non si difende poi cosi male, nel 2016 guadagna un posto posizionandosi decima a livello mondiale, probabilmente grazie alla scoperta delle onde gravitazionali, che comunque non pare abbia fatto breccia nei media e sui social… Ma, se si guarda all’eccellenza, ovvero alle posizioni relative delle varie istituzioni di ricerca ed università, il nostro paese non supera il 62mo posto conquistato dal CNR nel 2014. Ovvio che in una scala assoluta contano i fondi, il numero di ricercatori, il sistema ricerca, che speriamo sia stato riformato in meglio, una eccessiva frammentazione, ecc. ecc. Forse sbaglio a leggere i dati, ma mi porrei la domanda sul perché tanta quantità non rispecchi alternata qualità, domanda alla quale francamente non ho una risposta chiara in mente.
Comunque, sono molto contento che L’INFN, l’ente per il quale lavoro, nel 2016 è al 74mo posto assoluto e 11mo per le ricerche in fisica a livello mondiale, che data la sua specificità rispetto ai competitor che lo precedono è veramente un’ottimo risultato, ma soprattutto è il primo fra gli istituti di ricerca ed università italiani.

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