Non Abbocco #GNE2019

24 maggio – Villa Torlonia – Frascati (Roma)
locandina #GNE2019Il 24 maggio non prendete appuntamenti e bloccate l’agenda perché è #GNE2019, Giornata nazionale di Giornalisti Nell’erba, evento inserito nel Festival dello Sviluppo Sostenibile ed evento di lancio della Notte europea dei Ricercatori #BEES 2019. Ma è anche il 2° global strike degli studenti per il clima. Nonché Overshoot Day per l’Italia, giornata in cui l’Italia avrà finito tutte le risorse a disposizione per l’intero anno e dal giorno successivo ci sveglieremo in debito con il nostro Pianeta.
Parleremo di clima – in un talk dedicato e anche con Grammenos Mastrojeni (‘Il clima giusto per migrare’) – di fake news e misinformazione su ciò che mangiamo, ma lo faremo al fianco dei ricercatori. Saranno premiati i finalisti della XIII edizione del Premio nazionale di giornalismo scientifico-ambientale Giornalisti Nell’Erba, che quest’anno hanno lavorato, appunto, sul tema “Non Abbocco” dedicato alle bufale alimentari.
Ci saranno anche i Fridays For Future di Frascati, momenti di riflessione e di musica.
Sarà l’ultimo giorno in cui sarà possibile compilare il questionario per Be a Data Scientist, il progetto di citizen realizzato a quattro mani da Giornalisti Nell’Erba e Frascati Scienza per capire come viaggia l’informazione tra i giovani e i giovanissimi Se non lo avete ancora compilato QUI. E sempre per Frascati Scienza ci saranno le postazioni dei Researchers, i super eroi della ricerca e della scienza e la mostra Bio Art Gallery a cura di FVA, i laboratori con la Lega Navale Italiana, gli gNeQuiz e le premiazioni dei vincitori del premio speciale Bioeconomia del programma di Lazio Innova per le scuole “Startupper School Academy?.

L’appuntamento è a Frascati a Villa Torlonia a partire dalle 9 di mattina. Non mancate!
Il Refuso – ufficio stampa
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Oceani mai visti #CNR

Nell’ultimo decennio il riscaldamento terrestre ha portato a mutamenti biologici su scala oceanica senza precedenti. Un nuovo studio internazionale, a cui partecipa il Cnr-Ismar, suggerisce che le future variazioni di temperatura avranno effetti ancor più importanti sulla vita marina. I risultati, pubblicati su Nature Climate Change, sono stati ottenuti grazie a un nuovo modello numerico globale costruito sulla teoria ‘Metal’

Figura 1


Figura 1. Confronto tra andamenti temporali in comunità marine: Previsioni ‘Metal’, 10,000 simulazioni (blu) e dati osservati (rossi), utilizzando un’analisi sintetica che combina 14 regioni oceaniche. Le curve verdi mostrano i risultati usando modelli random ed evidenziano l’accuratezza delle previsioni ‘Metal’.

Secondo il 5th Assessment Report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change dal 1995 l’oceano globale ha assorbito oltre il 90% del calore in eccesso intrappolato nell’atmosfera dai gas serra. Tuttavia, solo una minuscola parte degli oceani è attualmente monitorata rispetto al cambiamento globale, il che limita la nostra capacità di prevedere le sue implicazioni sulla biodiversità a scala oceanica.

Alessandra Conversi dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar) partecipa a un team di ricerca internazionale, guidato dal Cnrs (Francia), che, utilizzando un nuovo modello numerico globale, prevede che l’aumento del calore oceanico porterà a sostanziali cambiamenti biologici nel mare. Lo studio, pubblicato su Nature Climate Change, identifica in particolare alterazioni inusuali nella vita marina dopo il 2010 nel Pacifico, nell’Oceano Atlantico e nell’oceano Artico. “Questi risultati suggeriscono l’inizio di una nuova era climatica caratterizzata da forti cambiamenti biologici in regioni sempre più diffuse”, spiega Conversi.

E’ risaputo che i cambiamenti climatici hanno effetti sulla biodiversità marina, tuttavia può accadere che in un periodo di tempo relativamente breve (ordine anno) si modifichi l’intera rete trofica di un ecosistema, con impatti anche devastanti sui servizi ecosistemici e sulle collettività che ne usufruiscono. Questi fenomeni, detti ‘phase’, ‘regime’ o ‘abrupt shifts’, o cambi/salti di sistema, sono stati identificati in molti bacini marini, per esempio nel Mare del Nord e in Adriatico a fine anni 80.

Per capire e predire i cambiamenti nella biodiversità marina il team scientifico ha progettato un modello numerico globalebasato sulla teoria ‘Metal’ (Macro-Ecological Theory on the Arrangement of Life) sviluppata da Gregory Beaugrand. “Con questo modello, sono state create un gran numero di specie simulate (pseudo-specie) caratterizzate da diversa tolleranza alla temperatura. In ogni regione oceanica restano solo le pseudo-specie adattate alle variazioni locali della temperatura e formano pseudo-comunità”, chiarisce Conversi.

Per verificare l’efficacia delle predizioni, il modello è stato inizialmente testato su quattordici regioni oceaniche per le quali esistevano osservazioni multi-decennali (dagli anni ’60) dovute a programmi di monitoraggio. “Questi test hanno dimostrato che le previsioni teoriche (pseudo-comunità) del modello ‘Metal’ mostrano cambiamenti temporali molto simili a quelli osservati nelle comunità reali (Figura 1), ovvero sono credibili e quindi le predizioni si possono usare in zone in cui non vi sono osservazioni”, continua Conversi.

Il modello è stato poi applicato su scala globale nel periodo 1960-2015. “Applicando il modello, siamo riusciti a quantificare la forza e l’estensione spaziale dei ‘regime shifts’ a scala globale: ‘Metal’ ha infatti identificato tra il 2010 e il 2015 un ‘cambiamento senza precedenti e massiccio’ nelle popolazioni oceaniche (Figura 2, 3), che può essere attribuito a El Nino, alle anomalie di temperatura in Atlantico e nel Pacifico e al riscaldamento dell’Artico”, prosegue la ricercatrice Cnr-Ismar.

I programmi di monitoraggio delle popolazioni marine coprono solo una piccola area dell’oceano, solitamente vicino alla costa. “Questo nuovo modello basato sulla teoria ‘Metal’ offre invece una copertura globale e può essere usato in congiunzione con i sistemi di monitoraggio esistenti, consentendo quindi la predizione dei principali cambiamenti biologici su scale più ampie in spazio tempo di quanto sia possibile fare con i soli dati osservati. Può inoltre fornire segnali di allarme precoce (early warnings) sui cambi di regime negli ecosistemi marini, e allertare sulle possibili conseguenze sui servizi ecosistemici associati, come la pesca, l’acquacoltura, il turismo”, conclude Conversi.

Roma, 30 aprile 2019

“Prediction of Unprecedented Biological Shifts in the Global Ocean” di Beaugrand, G., Conversi, A., Atkinson, A. Cloern, J., Chiba, S et al, è pubblicato su Nature Climate Change 9, pages 237–243 (25 February 2019), https://doi.org/10.1038/s41558-019-0420-1DO   (https://www.nature.com/articles/s41558-019-0420-1).

Ufficio stampa CNR: Emanuele Guerrini, emanuele.guerrini@cnr.it tel. 06.4993.2644; Responsabile: Marco Ferrazzoli, marco.ferrazzoli@cnr.it, cell. 333.2796719; Segreteria: ufficiostampa@cnr.it, tel. 06.4993.3383 – P.le Aldo Moro 7, Roma

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Le dinamiche dell’informazione fra giovani

Carissime/i
sto seguendo un progetto di Citizens Science all’interno del progetto europeo BEES con le scuole superiori d’Italia. L’obiettivo dei progetti di Citizens Science e’ promuovere la scienza partecipata: i cittadini si trasformano in ideatori del progetto scientifico, raccolgono i dati, li analizzano e ne pubblicano i risultati. In questo caso il progetto vuole capire dinamiche dell’informazione dei giovani tra gli 11 e i 19 anni rispetto a gli adulti. I ragazzi hanno elaborato un semplice questionario ideato con la collaborazione di Walter Quattrociocchi*  e stanno raccogliendo i dati a livello nazionale fra i loro coetanei parenti ed amici di cui poi elaboreranno con il nostro aiuto i risultati.
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Potete darci una mano a chiedere a studenti, amici e parenti di spendere 5 minuti per riempiere il questionario e promuoverlo a loro volta? I dati saranno raccolti fino al 20 maggio.
Un saluto, grazie, Giovanni

(*) https://www.amazon.it/Misinformation-Guida-societ%C3%A0-dellinformazione-credulit%C3%A0/dp/8891742252

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Italiani poca gente

41MAZgZ5EyL._SX295_BO1,204,203,200_“Leggere questo libro è una operazione salutare per aprire la mente”. Cosi’ Piero Angela introduce questo libro di Antonio Golini e Marco Valerio Lo Prete sulla demografia italiana. Ed effettivamente la demografia è una scienza che la sa lunga sull’Italia, paese con il record negativo di nascite (1,17 figli per coppia) ed altissimo invecchiamento. E’ un libro che fa riflettere scientificamente chi afferma che siamo troppi, sull’immigrazione e quindi la politica estera, sui problemi di genere, sullo sviluppo economico, sul lavoro, sul welfare fortemente minacciato e compromesso da una società dove oggi abbiamo 2 pensionati ogni 3 lavoratori, rapporto che continuerà a crescere fino al 2045. Un libro fatto di numeri raccontati ed inquadrati storicamente cosi come attualizzati nel contesto italiano. Tutti numeri che anticipano o ci pongono in controtendenza mondiale.
Forse a tratti troppo quantitativo e poco qualitativo nelle soluzioni, proprio di una approccio scientifico liberale, questo libro effettivamente pone molti dei nostri problemi sotto una luce diversa e fondamentale. Se continua così, includendo gli immigrati e la loro alta natalità, fra 100 anni l’Italia sarà abitata da appena 16 milioni di persone e probabilmente dovremmo anche chiederci cosa questo significherà per “l’italianità” tanto amata di questi tempi.

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Science Communication a New Frontier of Researcher’s Job

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ArXiv: https://arxiv.org/abs/1905.02936

In the world of communication, nobody can be out of the fray! Since many years science communication and more in general the ability of a researcher to communicate his/her work to founding agency, policy makers, entrepreneurs and public at large, starts to be a fundamental skill of the researchers job. This skill is needed and requested to access funds and successfully disseminate the research outcome, as well as to engage society in understanding science and its benefits. Moreover, due to the large decrease of research funds and of people starting scientific carrier, researchers must be in the front line to promote the scientific culture in order to invert the dreadful trend of last years. Where are we and where are we going to? We try to answer such questions introducing successful models that can be used without huge overloads for our job. This paper reports on the experience of one of the largest and oldest project in Europe of the Marie Sklodowska-Curie Actions European Researchers’ Night and describes how this project followed the evolution in science communication.

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