
Durante i giorni di Natale magari ti va di svaccarti un po’ sui social, magari non necessariamente postando la solita foto della mangiata, ma cercando qualcosa con la quale farti un po’ di cultura. Mio cognato mi aveva segnalato un post sui vaccini di un certo Fabio di Matteo e mi aveva chiesto cosa ne pensassi. In questo post si mischiava il concetto di incidenza statistica di un determinato virus (esempio il morbillo) con l’immunità che invece deriva dalla vaccinazione e ci si lamentava che i “luminari” (cosi’ chiama gli scienziati del mestiere) bannassero le sue richieste di spiegazione su questa tabella dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in cui secondo la sua lettura non tornavano le statistiche. Secondo la sua interpretazione, il numero di destra per l’encefalite da morbillo a seguito della somministrazione del vaccino non poteva essere cosi basso data la popolazione italiana e l’incidenza della encefalite. In sostanza si doveva assumere la probabilità di contrarre l’encefalite pari a 1/2000 al posto di 1/1.000.000. Dopo varie interazioni con lui e molti seguaci di questa filosofia (e in generale delle teorie del complotto) ho provato a spiegargli che non si po’ paragonare con l’incidenza della malattia con gli effetti del farmaco (vaccino). Sono 2 campioni diversi: uno e’ un campione che ha contratto la malattia nel quale in 1/2000 insorge l’encefalite, l’atro e’ un campione sano al quale viene somministrato il vaccino in cui in un caso 1/1.000.000 in cui si scatena come effetto collaterale l’encefalite. I due campioni e le due statistiche in linea di principio non si parlano e magari e’ proprio comprendendo la differenza fra i due numeri che uno dovrebbe vaccinarsi (oltre al concetto dell’immunità di gregge che rende una malattia differente da una epidemia). In ogni caso, dopo avermi richiamato all’ordine mi ha bannato proprio come qui luminari, probabilmente esausti, avevano fatto con lui…
Gentilissimi,
“L’intelligenza artificiale dominerà le nostre vite?”, si intitola l’articolo del New Scientist (Internazionale 1232). Probabilmente sì: la tecnologia e le macchine sono parte dell’evoluzione umana. Evoluzione che ci ha distinto dagli animali, quindi non mi preoccupo. Mi chiedo piuttosto se non sia il caso di cambiare finalmente il primo articolo della nostra costituzione con: l’Italia è una repubblica democratica, fondata sulle arti e la scienza, liberandoci finalmente dalla schiavitù del lavoro.
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